La Tecnica tipografica è molto antica e si basa sull'utilizzo di una superficie dotata di segni in rilievo che viene ricoperta d'inchiostro e poi portata a contatto con carta o con altro materiale per lasciarvene l'impronta. Questa tecnica è stata più precisamente definita stampa xilografica. La tipografia vera e propria arrivò con Johannes Gutenberg, che i libri di storia citano come l'inventore della stampa. Nel 1445 egli, combinò l'impiego di caratteri mobili in piombo (tipo) con un torchio (pressa). Negli stessi anni, in Italia, viene sperimentata la stampa calcografica, che utilizza matrici in incavo anziché a rilievo. Altra importante evoluzione si ha nel 1796 grazie al tedesco Aloys Senefelder, inventore della Litografia. Questa tecnica, consente di stampare con una matrice piana, si basa sul principio chimico della repulsione tra una sostanza grassa (l'inchiostro) e l'acqua. Inizialmente veniva usata la lastra in pietra, da cui deriva il nome litografia (lithos=pietra) e successivamente fu sostituita, per esigenze industriali, dall'alluminio. In seguito, con l'interposizione di un cilindro rivestito in gomma tra lastra e carta, si risolsero le difficoltà tecniche provocate dal contatto della carta con l'acqua. Tale procedimento venne definito "offset". Queste tecniche rimasero immutate fino al XVIII secolo quando, con l'avvento della rivoluzione industriale, iniziò la meccanizzazione dei processi produttivi. Grazie alla Linotype il testo non veniva più composto manualmente; il torchio piano-cilindrico sostituì quello a piani contrapposti. Oggi le macchine da stampa hanno raggiunto i massimi livelli di precisione, dal registro tra i vari colori, al controllo dell'inchiostrazione ecc..., .